Quattro progetti strategici presentati dal Comune
Il Comune ha presentato in questi giorni, presso la biblioteca, quattro maxi progetti relativi a lungo fiume, centro storico, mercato ortofrutticolo e zona stazione dei treni.
Si tratta di interventi rilevanti per il futuro di Vignola, sui quali è necessario esprimere una posizione chiara.
Una valutazione complessiva: progetti da non realizzare
Se devo essere chiaro e diretto, non realizzerei nessuno dei progetti presentati.
In particolare, non realizzerei quelli relativi all’ex mercato e alla stazione.
Lo dico con dispiacere, sia per il rispetto dovuto alle risorse pubbliche già spese nella progettazione, sia perché sono consapevole che spesso un sindaco realizza i progetti ereditati. Tuttavia, questi interventi appaiono modesti e privi di una reale strategia per lo sviluppo futuro della città.
Il nodo della fattibilità economica
Il primo tema è la fattibilità.
In un contesto di finanza pubblica complesso, ogni progetto deve poggiare su basi economiche solide.
I progetti di stazione ed ex mercato stimano circa 15 milioni di euro, ma realisticamente ne serviranno oltre 20. Non è chiaro dove possano essere reperite queste risorse, soprattutto dopo la vendita di asset importanti come le farmacie comunali.
Ma il punto centrale non è solo il costo: sono i ricavi.
Le funzioni previste — un bar, qualche negozio, un piccolo supermercato — non sono in grado di sostenere economicamente gli interventi.
Il confronto con il passato
Nel 2009, un progetto preliminare sull’area dell’ex mercato, basato su un’attenta analisi economico-finanziaria, non prevedeva costi per il Comune e garantiva un utile di circa 2,5 milioni di euro, oltre alla riqualificazione di spazi pubblici.
Senza lavoro e servizi, il centro muore
Il tema è più profondo: senza lavoro, servizi e residenza, il centro di Vignola rischia di diventare un dormitorio insicuro.
Servono:
- lavoro qualificato (ricerca, tecnologia, innovazione)
- abitazioni e servizi di qualità
- infrastrutture culturali e sportive
- collegamenti efficienti
Solo così si può competere con le grandi città e trattenere giovani e competenze.
Progetti senza funzioni di pregio
I progetti presentati puntano a mantenere l’esistente, caratterizzato da edilizia povera e funzioni deboli.
Prevedono:
- piccoli esercizi commerciali
- sedi associative
- ambulatori
Funzioni che si spengono la sera, senza presidio e senza vita urbana, creando spazi chiusi, poco controllati e potenzialmente insicuri.
Criticità del progetto ex mercato
Nel progetto dell’ex mercato si prevede anche un’area destinata ai servizi per persone senza fissa dimora, concentrata in uno spazio chiuso e privo di vita urbana.
Una scelta difficile da gestire nel cuore della città, soprattutto in assenza di funzioni attrattive e presenza continua.
Criticità del progetto stazione
Anche il progetto della stazione presenta forti limiti:
- parcheggio multipiano di quattro piani con circa 220 posti
- costi sottostimati rispetto agli standard reali
- assenza di funzioni attrattive
Il contesto risulta poco sicuro, soprattutto nelle ore serali.
Le esperienze locali dimostrano che nemmeno la presenza di più servizi garantisce sicurezza nelle aree di transito.
Centro storico: estetica senza visione
La riqualificazione del centro storico appare efficace nei rendering, ma manca una visione strategica.
Non emergono scelte in grado di riportare vita, economia e sostenibilità nel cuore della città.
Lungo fiume: progetto condivisibile ma debole
Il progetto sul lungo fiume presenta obiettivi condivisibili, ma si limita a una sistemazione superficiale degli spazi, senza una strategia capace di trasformare realmente il rapporto tra città e fiume.
Il tema dei parcheggi e della mobilità
Qualsiasi riqualificazione urbana richiede una gestione adeguata dei parcheggi.
Non è realistico intervenire su un’area centrale senza prevedere parcheggi interrati.
Allo stesso tempo, non è sostenibile eliminare i parcheggi esistenti senza soluzioni alternative efficaci.
Un problema di sostenibilità reale
Oggi non è possibile pianificare senza verificare la sostenibilità economica.
Un progetto deve generare flussi positivi:
se non è sostenibile, nessuno lo realizzerà, lo gestirà o lo utilizzerà.
Serve ripartire da una visione
In queste condizioni, i progetti difficilmente verranno realizzati, anche in caso di continuità amministrativa.
Serve ripartire da una visione chiara, capace di unire:
- qualità urbana
- sostenibilità economica
- attrattività per lavoro e competenze
Senza questi elementi, qualsiasi intervento rischia di rimanere sulla carta.