Roberto Adani
Mi chiamo Roberto Adani, 60 anni, vignolese da sempre, mio padre veniva dalle Tavernelle, detto Lucky, agricoltore tutta la vita, mia madre era originaria di Marano, detta Maria Piccola, e ha lavorato da Fabbri come operaia fin dalla sua fondazione per tutta la vita, per questo con Ermanno c’era un rapporto speciale. Mia moglie, il prezioso motore di ogni mia iniziativa, ha un centro estetico a Vignola, ho tre figli di 18, 20 e 22 anni, Gabriele, Jacopo e Blu,
Gabriele fa l’ultimo anno del Liceo Scientifico, Jacopo e Blu studiano Medicina a Milano, abito da sempre a Vignola. Mi sono laureato in ingegneria Informatica all’Università di Modena, a 18 anni ho fondato la mia prima società assieme ad altri ragazzi/e si chiamava Idea Giovane, bellissima esperienza dopo pochi anni dalla laurea sono diventato presidente di una importante società di ingegneria che si occupava di pianificazione idrologica a Parma, abbiamo fatto il piano di Bacino del fiume Po. Sono entrato in consiglio comunale a 18 anni, Sindaco Liliana Albertini (a cui rivolgo un caro abbraccio), poi ho continuato con Gino Quartieri da cui ho imparato ad alzare lo sguardo e andare oltre la quotidianità. Poi nel 1999, come oggi ho deciso da un giorno all’altro di candidarmi a Sindaco, d’altra parte non è una scelta che si può fare razionalmente, va fatta con il cuore, io asciavo una professione avviata e abbandonavo la società che avevo fondato con oltre 30 ingegneri che vi lavoravano, per fortuna ancora sopravvivono…
PUNTO PROGRAMMATICO N. 10
Agricoltura
Nel 1999 sono stato eletto sindaco al primo turno con il 57% dei voti corrispondenti a 7.609 voti, al secondo mandato sono stato rieletto sempre al primo turno con il 75% dei voti con 10.314 voti, ho ideato, costruito e fondato l’Unione Terre di Castelli, nel 2009 era ancora una delle più importanti unioni d’Italia, ho finito il mandato nel 2009, da allora non ho più ricoperto incarichi politici o grazie alla politica, non avevo più un lavoro e avevo fatto 10 anni da sindaco sostanzialmente senza contributi previdenziali (non spettavano ai lavoratori autonomi). Mi sono dovuto reinventare una professione, un ingegnere che rimane per 10 anni totalmente fuori dall’informatica è totalmente obsoleto, mi sono rimesso a studiare. Prima un Master alla Bocconi sulla ricerca all’interno delle imprese, poi un Master Alla Luiss per manager di reti d’imprese, poi un Executive Master in Business Administration alla Business School dell’Alma Mater a Bologna. Formazione che mi ha permesso di ricominciare facendo il consulente prima di piccole medie imprese, ma poi anche di grandi multinazionali nell’ambito della ricerca industriale.
10 anni fa ho fatto un Master al Politecnico di Milano in Real Estate Management, da allora mi occupo di valutazione di imprese e asset, specie immobiliari, prevalentemente per tribunali e procedure concorsuali, ho sviluppato diversi grandi progetti di sviluppo, specie in importanti zone turistiche,
oggi faccio il perito e il consulente nell’ambito di importanti contenziosi
e verifico la fattibilità di grandi progetti di sviluppo.
Da tre anni a questa parte ho scoperto per caso durante il covid l’insegnamento, ho insegnato informatica prima al Levi a Vignola, poi ho vinto immediatamente il concorso e sono un docente di informatica a tempo indeterminato al liceo delle scienze applicate di Reggio Emilia. Mi piace moltissimo il rapporto con i ragazzi che ho scoperto attraverso l’insegnamento, i ragazzi oggi sono molto migliori di come vengono dipinti, è un vero peccato che immaginino il loro futuro troppo spesso fuori dall’Italia.
Oggi ho deciso di ricandidarmi all’improvviso, spinto dalla voglia di cambiare le cose, lo slogan della nostra lista è : “Le città non cambiano da sole”. Sono le persone a guidare il cambiamento, quindi la mia scelta di conseguenza è stata: “se vuoi veramente cambiare le cose devi impegnarti in prima persona e costruire una grande squadra.” Sono riuscito a costruire una squadra di persone splendide, fuori da ogni esperienza politica ma con già importanti esperienze di vita, molti sono giovanissimi ed è molto bello vedere in loro questa disinteressata volontà di impegnarsi per la propria città. Provo a fare un esempio banale per spiegare la mia scelta, uno degli ultimi interventi da sindaco è stato la ristrutturazione del Municipio con il recupero di tutti gli affreschi e tra le altre cose il rifacimento del tetto, dopo il quale era stata rimessa la guaina impermeabilizzante, ovviamente erano stati tolti i coppi e accantonati in magazzino
PUNTO PROGRAMMATICO N. 2
Il centro storico
Sono passati :
Daria Denti Sindaco dal 2009 al 2014.
Mauro Smeraldi Sindaco dal 2014 al 2017 (Simone Pelloni Vice sindaco)
Il commissario Dott. Scognamiglio fino alle elezioni del giugno 2017.
Nel 2017 viene eletto sindaco Simone Pelloni che usa il comune di Vignola come trampolino di lancio per il consiglio regionale e se ne va a metà mandato.
Poi il periodo di reggenza di Angelo Pasini già assessore
e poi sindaco di fatto fino a settembre 2020
Da settembre del 2020 Emilia Muratori
4 sindaci, un commissario e un reggente non hanno rimesso i coppi sul tetto
del comune, sono solo da impilare uno sull’altro…non piove dentro,
ma è un segnale di cura e di attenzione per la casa dei vignolesi.
Noi ci mettiamo in gioco per cambiare le cose.
Non vi dovete preoccupare di nulla, andate a votare,
votate il programma e le persone che più vi convincono,
non fate tattiche o strategie che non servono,
il primo turno non decide chi vince, passano i primi due e dopo
sarà una gara da zero, totalmente nuova a due!
Nessuno può portare il vostro voto da nessuna parte, non è una cambiale in bianco,
io da parte mia gioco per fare il sindaco, se così non sarà,
sarò all’opposizione senza compromessi solo per l’interesse della città.
Figuratevi se mi interessa fare l’assessore
a qualcuno, ho già fatto il sindaco, lo rifaccio per riportare Vignola
almeno nelle condizioni in cui l’ho lasciata 17 anni fa,
tra le prime cose rimetterò i coppi sul tetto del municipio.
Nel 2012 ho partecipato in totale solitudine alle primarie del PD, poi ho lasciato il partito e qualche tempo dopo ho tentato con il sindaco di Parma Pizzarotti di costruire con poco successo un partito di sindaci, ma mi era già evidente ormai che i partiti si stavano velocemente trasformando in clan al servizio della carriera del capo di turno, in questo sistema se hai competenze e sei autonomo diventi pericoloso e inaffidabile.
Da questo punto di vista ancora oggi per i partiti sono inaffidabile e imprevedibile, nessuno di loro comprende perchè mi sia candidato anche questa volta, possibile che non voglia qualcosa in cambio? Nella politica per come è diventata nessuno fa niente per niente, ma a me fare il sindaco è piacuito molto, mi è piaciuto il rapporto con la gente e le sfide difficili, non voglio altro, altrimenti sarò un semplice consigliere comunale di opposizione e continuerò a divertirmi con i miei ragazzi a scuola.